Quando una strada ligure si arrampica sopra il mare, il viaggio cambia ritmo: curve strette, borghi in pietra e panorami che invitano a fermarsi più spesso del previsto. In questa guida raccolgo le migliori strade panoramiche della Liguria da percorrere in moto, con indicazioni su difficoltà, tempi realistici, traffico, periodo ideale e condizioni da controllare prima di partire.
Le rotte liguri più belle uniscono mare, passi e piccoli borghi
- Passo del Bracco è la scelta più completa per curve e vista sul Levante.
- Faiallo e Turchino offrono panorami ampi vicino a Genova.
- La Via Aurelia è scenografica, ma può diventare trafficata nei fine settimana.
- Per una giornata più tranquilla convengono Val di Vara e Cento Croci.
- Prima di partire controlla meteo, viabilità, carburante e fondo stradale.

Come scegliere il percorso giusto tra costa ed entroterra
La Liguria sembra piccola, ma in moto cambia completamente da una valle all’altra. In pochi chilometri si passa dalla SS1 Aurelia affacciata sul Mediterraneo a strade appenniniche strette, ombreggiate e molto più tecniche.
Io distinguo le rotte in base a tre elementi. La costa regala scorci immediati ma presenta più traffico e centri abitati, mentre l’entroterra offre curve più continue e maggiore tranquillità. Il terzo fattore è il tipo di moto: una naked o una touring si adattano bene quasi ovunque, mentre una moto pesante richiede più attenzione sulle provinciali strette.
| Percorso | Difficoltà | Tempo indicativo | Perché sceglierlo |
|---|---|---|---|
| Aurelia tra Finale Ligure e Albenga | Facile | 2-3 ore | Mare, borghi e soste frequenti |
| Faiallo e Turchino | Media | 3-4 ore | Curve e panorami sul Ponente genovese |
| Passo del Bracco | Media | 3-5 ore | Guida tecnica e vista sul Levante |
| Val Trebbia ligure | Media | 4-6 ore | Strada scorrevole e paesaggio appenninico |
| Val di Vara e Passo Cento Croci | Media | 5-7 ore | Strade meno affollate e borghi dell’entroterra |
Il Passo del Bracco resta il riferimento per chi ama le curve
Tra Sestri Levante, Moneglia, Deiva Marina e Carrodano, il Passo del Bracco raggiunge circa 615 metri e segue il tracciato storico dell’Aurelia. È il percorso che consiglierei a chi vuole condensare in una sola uscita il meglio della Liguria motociclistica: curve, dislivello, boschi e scorci verso il mare.
La strada non è un circuito e va affrontata con rispetto. In alcuni tratti il raggio delle curve si chiude rapidamente, il fondo può essere umido nelle zone in ombra e non mancano auto lente, ciclisti e mezzi agricoli. Il mio consiglio è percorrerla senza inseguire la velocità, lasciando spazio alle frenate e scegliendo con cura i punti di sosta.
Un itinerario pratico da Sestri Levante
Da Sestri Levante si può salire verso il passo sulla SS1, proseguire in direzione di Carrodano e scendere verso la Val di Vara. Da qui il giro può chiudersi passando per Levanto o Moneglia, a seconda del traffico e del tempo disponibile.
Per una giornata completa metterei in conto almeno 120-160 chilometri, considerando le deviazioni verso la costa e le soste. Nei mesi estivi partire presto fa una differenza enorme, soprattutto nei tratti vicini alle Cinque Terre.
Faiallo, Turchino e Val Trebbia danno il meglio lontano dalla costa
Alle spalle di Genova si trovano alcune delle strade più interessanti per chi preferisce l’Appennino al lungomare. Il percorso tra Arenzano, Passo del Faiallo, Sassello e Turchino alterna boschi, crinali e punti panoramici che, nelle giornate limpide, permettono di vedere ampie porzioni della costa.
Il Faiallo supera quota mille metri e può essere sensibilmente più fresco e ventoso rispetto alla costa. Qui il panorama è il vero protagonista, ma la strada richiede attenzione per la larghezza ridotta e per il possibile fondo sporco dopo piogge o temporali.
Il giro del Faiallo
Un anello equilibrato parte da Arenzano o Voltri, sale verso il Faiallo e prosegue verso Sassello. Il rientro può avvenire passando dal Passo del Turchino e dalla valle Stura. È un giro di circa 100-140 chilometri, adatto a una mezza giornata senza trasformare ogni sosta in una corsa contro il tempo.
La SS45 verso la Val Trebbia
Da Genova si può puntare verso Torriglia e la Val Trebbia lungo la SS45. Il tratto ligure è piacevole perché combina curve abbastanza regolari e scorci sul fiume, con meno pressione turistica rispetto alla costa.
Proseguendo verso Bobbio si entra in Emilia-Romagna, quindi non è più un itinerario interamente ligure, ma la deviazione ha senso per chi cerca un giro lungo. Io la sceglierei soprattutto in primavera o a inizio autunno, quando le temperature sono più gestibili e il traffico tende a diminuire.
La costa tra Ponente e Levante richiede ritmi diversi
La Via Aurelia è una delle strade più scenografiche per attraversare la Liguria, ma non va immaginata come una sequenza ininterrotta di curve libere. Tra Finale Ligure, Noli, Bergeggi, Spotorno e Albenga si incontrano centri abitati, attraversamenti pedonali e traffico locale.
Il vantaggio è la varietà. Si può fare una sosta a Noli, osservare il panorama dalla zona di Bergeggi e proseguire verso Varigotti, dove il rapporto tra strada e mare è particolarmente suggestivo. È un percorso ideale per una moto turistica e per chi preferisce fermarsi spesso, meno per chi cerca una guida sportiva continua.
Nel Levante, invece, il tratto tra Rapallo, Zoagli, Chiavari e Sestri Levante offre scorci molto belli, ma la presenza di abitazioni e traffico può rallentare il viaggio. Le strade verso Portofino e San Fruttuoso sono strette e in alta stagione possono risultare scomode per moto di grandi dimensioni.
Per godersi davvero la costa consiglio di evitare le ore centrali dei giorni festivi. Tra le 8 e le 10 del mattino si viaggia generalmente con più margine, si parcheggia più facilmente e si affrontano i borghi senza la pressione del traffico balneare.
Val di Vara e Cento Croci sono l’alternativa più autentica
Chi vuole allontanarsi dai percorsi più conosciuti dovrebbe dirigersi verso la Val di Vara. Da Brugnato o Borghetto Vara si può risalire verso Varese Ligure, attraversando un paesaggio fatto di boschi, piccoli centri e strade con un carattere più rurale.
La salita verso il Passo Cento Croci permette di proseguire verso l’Emilia oppure di rientrare verso il Levante ligure. Non è la strada giusta per chi cerca grandi panorami marini a ogni curva, ma è una delle migliori per trovare silenzio, ritmo regolare e meno traffico.
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Cosa aspettarsi dal fondo stradale
Le provinciali dell’entroterra possono avere rattoppi, foglie, ghiaia o acqua nei tratti in ombra. Non significa che siano impraticabili, ma conviene mantenere una velocità che permetta di correggere la traiettoria senza frenate improvvise.
In questa zona il navigatore può proporre scorciatoie poco adatte a una moto stradale. Io preferisco impostare il percorso con le strade principali e usare le deviazioni minori solo quando sono chiaramente asfaltate e coerenti con il tipo di mezzo.
Preparare un giro panoramico senza trasformarlo in una prova di resistenza
In Liguria le distanze sulla mappa ingannano. Un itinerario di 150 chilometri può richiedere cinque ore se comprende passi, attraversamenti urbani e soste fotografiche. Per questo calcolo sempre una media reale tra 35 e 50 km/h, molto diversa da quella di un trasferimento autostradale.
- Controlla la viabilità del giorno, soprattutto per gallerie, frane, lavori e sensi unici temporanei.
- Fai carburante prima di salire nell’entroterra, perché la distanza tra i distributori può aumentare.
- Porta uno strato antivento anche d’estate: sui passi la temperatura può cambiare rapidamente.
- Evita di fissare tutte le soste in anticipo e lascia margine per deviazioni o rallentamenti.
- In curva guarda oltre il punto di uscita, mantenendo sempre una traiettoria compatibile con la visibilità.
Il periodo migliore va da aprile a giugno e da settembre a ottobre. Luglio e agosto sono ottimi per il mare, ma meno piacevoli sulle strade costiere più frequentate; in inverno, invece, il rischio principale non è la neve a bassa quota, ma l’umidità persistente nei versanti esposti a nord.
La Liguria da vivere in moto premia la misura
Se dovessi scegliere un solo itinerario, partirei dal Passo del Bracco per il primo giro e dal Faiallo per una seconda uscita più raccolta. La costa è perfetta quando voglio alternare guida e soste, mentre Val di Vara e Cento Croci sono la scelta migliore per respirare un’atmosfera più lenta e meno turistica.
La regola che seguo è semplice: in Liguria non conta quanti chilometri si riescono a percorrere, ma quante volte ci si può fermare senza avere la sensazione di essere in ritardo. Una moto, una strada panoramica e un’intera giornata libera bastano per scoprire un territorio che cambia volto a ogni tornante.
