Affrontare il Colle del Sommeiller in moto significa lasciare l’asfalto di Bardonecchia e salire lungo una vecchia strada militare fino a quasi 3.000 metri. In queste righe raccolgo il percorso, il livello di difficoltà, le moto più adatte, l’equipaggiamento indispensabile e le regole di accesso aggiornate al 2026, così da capire se questa sterrata fa davvero al caso tuo.
Una salita alpina spettacolare da affrontare con preparazione
- Quota massima di circa 3.009 metri, con partenza da Bardonecchia.
- 26 km complessivi fino al colle, di cui circa 7 km asfaltati e 19 km sterrati.
- Moto consigliata una vera enduro o una adventure non troppo pesante, soprattutto nell’ultimo tratto.
- Periodo migliore tra luglio e settembre, sempre dopo aver verificato neve, fondo e regolamentazione.
- Estate 2026 accesso a pagamento nei giorni previsti, con tariffa indicata di 10 euro per veicolo e pagamento in contanti.

Perché il Sommeiller è una meta speciale per chi viaggia in moto
La strada parte da Bardonecchia e attraversa la Valle di Rochemolles, seguendo un tracciato nato per scopi militari e poi utilizzato anche per lo sci estivo. Il punto forte non è soltanto la quota, ma il modo in cui il paesaggio cambia durante la salita: bosco, pascoli, pietraie, neve residua e una conca d’alta montagna che sembra molto più lontana dalla civiltà di quanto sia realmente.
Dal punto di vista motociclistico, il Sommeiller non è una semplice strada bianca panoramica. La parte alta presenta fondo sconnesso, pietre smosse, tornanti stretti e pendenze variabili. Io lo considero un itinerario di turismo avventuroso, non una deviazione da inserire distrattamente durante un giro stradale.
La strada carrozzabile raggiunge la zona del colle sul versante italiano, mentre il confine con la Francia si trova oltre la sella. In base alle condizioni del tracciato e agli eventuali sbarramenti, la moto può dover essere lasciata poco prima del punto più alto, proseguendo poi a piedi per gli ultimi metri.
Il percorso da Bardonecchia al colle
Da Bardonecchia a Rochemolles
Il tratto iniziale è il più semplice. Da Bardonecchia si sale verso Rochemolles su fondo asfaltato, con una pendenza gestibile e curve che permettono di prendere confidenza con l’ambiente alpino. Qui conviene fare il pieno, controllare la pressione degli pneumatici e acquistare ciò che serve, perché non bisogna contare su rifornimenti in quota.
Dalla valle al Rifugio Scarfiotti
Superato Rochemolles comincia la parte sterrata. La strada segue il vallone e alterna tratti relativamente scorrevoli a sezioni più sassose, dove la traiettoria cambia rapidamente. Il Rifugio Scarfiotti è una sosta naturale per riposarsi, mangiare qualcosa e valutare con calma l’ultima parte della salita.
La presenza del rifugio non deve però far pensare che il tratto più impegnativo sia terminato. Anzi, sopra questa quota il fondo tende a diventare più ruvido e l’altitudine rende la guida fisicamente più stancante, soprattutto con una moto carica o in caso di vento forte.
Gli ultimi tornanti verso i 3.000 metri
La sezione finale è quella che seleziona davvero il motociclista. I tornanti sono stretti, il fondo può avere pietre di dimensioni irregolari e in estate non è raro incontrare neve residua o acqua che attraversa la carreggiata. Qui preferisco procedere lentamente, in piedi sulle pedane quando serve e senza cercare una velocità costante a tutti i costi.
| Tratto | Fondo prevalente | Impegno | Cosa considerare |
|---|---|---|---|
| Bardonecchia-Rochemolles | Asfalto | Basso | Ultima occasione utile per controlli e rifornimenti |
| Rochemolles-Rifugio Scarfiotti | Sterrato compatto e pietroso | Medio | Attenzione a buche, acqua e veicoli in senso opposto |
| Rifugio Scarfiotti-colle | Pietraia e fondo irregolare | Medio-alto | Richiede equilibrio, trazione e guida senza fretta |
Quale moto scegliere per affrontare la salita
Il percorso è accessibile a moto diverse, ma la difficoltà cambia molto in base a peso, gomme ed esperienza. Una maxi-enduro può arrivare in cima, però il suo peso diventa evidente quando bisogna ripartire su una pendenza sassosa o correggere una traiettoria a bassa velocità.
| Tipo di moto | Adatta? | Condizioni |
|---|---|---|
| Enduro leggera | Sì, scelta ideale | Gestisce meglio pietre, tornanti e manovre lente |
| Adventure media | Sì | Buon compromesso con gomme tassellate e bagagli ridotti |
| Maxi-enduro | Possibile | Meglio con fondo asciutto, pilota esperto e moto poco carica |
| Naked o sport-touring | Sconsigliata | Posizione, sospensioni e pneumatici non sono pensati per questo fondo |
Il punto decisivo sono gli pneumatici. Con gomme stradali pure si può arrivare più avanti del previsto, ma il margine di sicurezza diminuisce rapidamente quando il fondo diventa mobile. Per me, una gomma adventure con tassellatura reale vale più di qualche decina di cavalli in più.
Anche il carico incide parecchio. Eviterei valigie rigide piene, borse troppo larghe e oggetti fissati male. Una caduta a bassa velocità può essere banale per il pilota, ma trasformarsi in un problema serio se la moto pesa molto o se una valigia si aggancia alle rocce.
Quando andare e quali regole controllare
La finestra utile dipende soprattutto da neve, ghiaccio e condizioni della strada. In genere il periodo più affidabile è l’estate, ma a quasi 3.000 metri il meteo può cambiare in pochi minuti. Una giornata soleggiata in valle non garantisce affatto un fondo asciutto nella parte alta.
Per l’estate 2026, la regolamentazione pubblicata da Bardonecchia indica che la strada tra Rochemolles e il Colle del Sommeiller è chiusa il martedì e il giovedì dal 1° luglio al 30 settembre. Negli altri giorni l’accesso è previsto dalle 8:30 alle 18:00, con un contributo di 10 euro per veicolo da pagare in contanti presso il punto indicato lungo la strada.
Fuori dal periodo estivo le condizioni possono cambiare. Per maggio, giugno, ottobre e novembre l’apertura è subordinata allo stato del fondo, ma questo non significa che la salita sia automaticamente sicura o completamente percorribile. Prima di partire controllerei sempre ordinanze, neve, lavori e possibili chiusure temporanee.
- Verifica il giorno di apertura e porta contanti per il pagamento.
- Controlla il meteo in valle e in quota, non soltanto a Bardonecchia.
- Parti presto, così hai più margine in caso di rallentamenti o deviazioni.
- Rispetta eventuali barriere e non aggirare i divieti.
- Ricorda che pedoni, ciclisti, fuoristrada e moto possono condividere lo stesso tracciato.
Come guidare sullo sterrato senza trasformare il giro in una prova di forza
Sul fondo compatto mantengo una velocità regolare e lascio lavorare le sospensioni. Quando arrivano pietre grosse o canali profondi, riduco il ritmo prima dell’ostacolo, non mentre ci sono già sopra. Frenare bruscamente dentro una pietraia è uno degli errori più comuni e spesso fa perdere equilibrio proprio nel momento peggiore.
In salita uso una marcia che consenta di avere trazione senza continui cambi. In discesa preferisco il freno motore, con frenate brevi e progressive sui due comandi. La ruota anteriore deve restare leggera, ma sempre sotto controllo, soprattutto sui tornanti dove il bordo esterno può nascondere un cedimento del terreno.
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Gli errori che vedo più spesso
- Partire con gomme fredde e pressioni da asfalto, perdendo aderenza sul pietrisco.
- Affrontare la parte alta con troppa velocità per non far surriscaldare il motore.
- Viaggiare da soli senza comunicare a nessuno il percorso previsto.
- Sottovalutare il freddo, il vento e la stanchezza dopo molte ore in sella.
- Fermarsi in mezzo a un tornante cieco, creando un rischio per chi sale o scende.
La dotazione minima comprende abbigliamento impermeabile, guanti di ricambio, acqua, snack energetici, kit per riparare una foratura, pompa o compressore compatto, fascette e una batteria esterna per il telefono. A questa quota porterei anche un secondo strato caldo, perché la temperatura può scendere rapidamente quando il sole sparisce.
Quanto tempo serve e come organizzare la giornata
Da Bardonecchia al colle sono circa 26 km, ma la distanza da sola dice poco. Tra fondo sconnesso, fotografie, incroci e soste, metterei in conto almeno 4-6 ore complessive per andata, pausa in quota e ritorno, con variazioni importanti in base al traffico e alla forma del gruppo.
Io organizzerei la giornata con partenza al mattino, una sosta a Rochemolles, una pausa al Rifugio Scarfiotti e una riserva di tempo per tornare prima del peggioramento del meteo. Il percorso principale è da considerare sostanzialmente andata e ritorno, quindi non bisogna pianificare il colle come se fosse un passaggio verso una normale strada asfaltata francese.
Il budget diretto può essere contenuto. Nel 2026 il contributo di accesso previsto nei giorni regolamentati è di 10 euro per veicolo, mentre il resto dipende da carburante, pranzo e pernottamento. La spesa più importante, se la moto non è già pronta, riguarda piuttosto pneumatici adatti, protezioni e manutenzione preventiva.
Il modo migliore per ricordare questa salita
Il Sommeiller non premia chi arriva in cima nel minor tempo possibile. La parte più bella, almeno per come vivo io questi itinerari, è trovare il ritmo giusto per osservare la valle, fermarsi quando il fondo lo richiede e lasciare che sia la montagna a dettare la giornata.
Con una moto adeguata, un meteo stabile e una guida rispettosa, la salita offre uno dei più intensi percorsi sterrati delle Alpi italiane. Se invece piove, la neve è ancora presente o il pilota non ha esperienza sul pietrisco, rinunciare all’ultimo tratto non è una sconfitta: è la scelta che permette di tornare a godersi la strada un’altra volta.
