Tra curve, gallerie e terrazze coltivate a vite, la strada panoramica delle Cinque Terre regala alcuni dei paesaggi più intensi della Liguria. Il punto importante, però, è capire quale percorso seguire davvero, dove fermarsi in moto e perché non sia possibile collegare comodamente tutti i borghi con una sola strada costiera.
La strada giusta per godersi le Cinque Terre senza complicare il viaggio
- SP 370 Litoranea è il tratto panoramico principale da La Spezia verso Riomaggiore e Manarola.
- Per Vernazza, Corniglia e Monterosso bisogna salire sulle strade interne, tra cui SP 51 e SP 38.
- In moto il percorso è piacevole, ma richiede attenzione per curve cieche, gallerie e traffico turistico.
- Il momento migliore è la mattina nei mesi primaverili o autunnali, quando la strada è più scorrevole.
- Per visitare i borghi conviene lasciare la moto nei parcheggi autorizzati e proseguire a piedi o in treno.

Qual è la vera strada panoramica delle Cinque Terre
Quando si parla di strada panoramica delle Cinque Terre, il riferimento principale è la SP 370 Litoranea delle Cinque Terre. Parte dall’area di La Spezia, sale sopra la costa e offre scorci sul Golfo dei Poeti, sui terrazzamenti e sul tratto di mare che accompagna l’ingresso nel Parco.
Il suo tratto più riconoscibile arriva verso l’area di Riomaggiore e Manarola, con gallerie, curve e diversi punti in cui il paesaggio si apre improvvisamente. Non bisogna però immaginare una strada costiera continua davanti a tutti e cinque i borghi: il collegamento diretto non è completo e per raggiungere le località più settentrionali si utilizzano strade collinari.
La differenza è importante anche per chi viaggia in moto. La SP 370 è relativamente semplice da seguire, mentre la rete di collegamento verso Vernazza, Corniglia e Monterosso diventa più stretta, tortuosa e impegnativa. Io la considero una strada da guidare con calma, non un percorso dove cercare soltanto la sequenza più spettacolare di curve.
Il percorso migliore partendo da La Spezia
Per una prima giornata sceglierei La Spezia come punto di partenza. Da qui si raggiunge la SP 370 e si procede verso la costa, mantenendo un ritmo tranquillo perché il fondo stradale e la visibilità possono cambiare rapidamente tra un rettilineo e una galleria.
Da La Spezia a Riomaggiore
Il primo tratto misura circa 15 chilometri fino all’area di Manarola e alterna curve ampie, passaggi nella roccia e brevi aperture sul mare. Dopo le gallerie, gli svincoli per Riomaggiore permettono di scendere verso il borgo, ma l’accesso non significa automaticamente trovare un posto libero.
Riomaggiore merita una sosta soprattutto per il porto incassato tra le case e per il contrasto tra l’abitato verticale e la strada alta da cui si arriva. Io eviterei di entrare con la moto nel cuore del paese, quando possibile, perché le vie sono strette e spesso molto frequentate dai pedoni.
Manarola e la deviazione verso Volastra
La diramazione per Manarola porta verso uno dei punti più fotografati delle Cinque Terre. La vista sul borgo è eccezionale, ma proprio per questo il traffico può diventare intenso nelle ore centrali, soprattutto nei fine settimana e durante l’estate.
Per un panorama più ampio prenderei in considerazione la salita verso Volastra. Qui il paesaggio cambia: invece delle sole case colorate si vedono vigneti, muretti a secco e il profilo della costa dall’alto. È una deviazione più interessante per chi guida che per chi vuole semplicemente collezionare fotografie nei borghi.
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La parte alta verso Vernazza e Monterosso
Per continuare verso nord bisogna utilizzare la viabilità collinare, in particolare la SP 51 e i collegamenti con la SP 38. La strada passa a mezza costa e offre vedute notevoli su Corniglia e Vernazza, ma presenta carreggiata più stretta, tornanti e punti in cui incrociare un autobus richiede pazienza.
Monterosso può essere raggiunta dalla zona del Colle della Gritta e dalla viabilità interna. È una soluzione panoramica, non la più rapida. Se l’obiettivo principale è visitare i borghi, il Parco Nazionale delle Cinque Terre indica il treno come mezzo più pratico, mentre la moto dà il meglio per collegare i punti panoramici e le località dell’entroterra.
Cosa vedere lungo il percorso senza correre
La strada non va affrontata come un semplice trasferimento da un paese all’altro. Il suo valore sta nella successione di paesaggi, e una giornata ben riuscita dipende più da tre o quattro soste scelte bene che dal tentativo di fermarsi ovunque.
| Zona | Perché fermarsi | Impegno |
|---|---|---|
| SP 370 sopra Riomaggiore | Vista sul Golfo della Spezia e accesso al borgo | Breve deviazione |
| Manarola | Case colorate, scogliera e atmosfera del borgo marinaro | Affollamento elevato |
| Volastra | Vigneti terrazzati e panorama dall’alto | Salita tortuosa |
| San Bernardino | Uno dei punti migliori per osservare Corniglia dall’alto | Strada stretta |
| Colle della Gritta | Panorama verso Monterosso e la costa settentrionale | Sosta breve e prudente |
Per scattare fotografie non mi fermerei mai subito dopo una curva o sulla banchina, anche se il panorama sembra irresistibile. In questa zona è molto più sensato cercare un parcheggio autorizzato o uno slargo sicuro, spegnere la moto e godersi il paesaggio senza intralciare il traffico.
Quando partire e come gestire traffico e parcheggi
La differenza tra un giro piacevole e una giornata stressante spesso sta nell’orario. Da aprile a giugno e tra settembre e ottobre partirei presto, idealmente tra le 8 e le 9. In luglio e agosto la stessa strada può diventare lenta per la presenza di auto, camper, autobus e pedoni vicino agli svincoli.
Il Parco segnala che la conformazione difficile e la scarsità di parcheggi rendono l’auto poco conveniente. Per la moto la situazione è migliore, ma non significa poter parcheggiare liberamente ovunque. Nei borghi la disponibilità cambia rapidamente e le regole locali possono essere diverse da una zona all’altra.
La mia strategia è semplice. Lascio il mezzo nella parte alta o in un’area regolare, visito un borgo a piedi e uso il treno per eventuali spostamenti tra le località costiere. In questo modo la moto resta utile per il percorso panoramico, senza trasformarsi in un problema ogni volta che si vuole scendere al mare.
Prima di partire controllerei sempre gli aggiornamenti della Provincia della Spezia, dei Comuni e del Parco. Frane, lavori, allerte meteo e sensi unici temporanei possono cambiare il percorso consigliato, mentre un navigatore non sempre recepisce subito una chiusura locale.
Come guidare in sicurezza tra curve e gallerie
La SP 370 non è tecnicamente estrema, ma richiede concentrazione. Il pericolo principale non sono le curve in sé, bensì le auto che rallentano all’improvviso, i veicoli che invadono la corsia opposta e chi si ferma in punti senza visibilità.
- Entra nelle curve cieche a velocità moderata e resta largo nella tua corsia.
- Riduci il ritmo prima delle gallerie, dove luce e visibilità cambiano rapidamente.
- Considera sempre la presenza di autobus e mezzi agricoli sulle strade collinari.
- Non sorpassare in prossimità di incroci, tornanti o accessi ai borghi.
- Evita di parcheggiare sull’erba secca, soprattutto nei periodi di maggiore rischio incendi.
- Con pioggia o nebbia rimanda le deviazioni più alte, perché il fondo può diventare scivoloso.
Un errore frequente è confondere una strada panoramica con una strada da percorrere velocemente. Qui il panorama si vede meglio quando si guida con margine di sicurezza e ritmo regolare. Se arrivo dietro a un’auto lenta, preferisco aspettare un tratto adatto piuttosto che forzare un sorpasso solo per guadagnare pochi minuti.
Per le soste più lunghe porterei acqua, una giacca leggera e una batteria esterna per il telefono. In estate il sole sulle strade alte può essere intenso e alcuni tratti hanno pochi servizi nelle immediate vicinanze.
La giornata che sceglierei tra mare e colline
Per un giro equilibrato partirei da La Spezia, percorrerei la SP 370 fino agli accessi di Riomaggiore e Manarola, salirei verso Volastra e proseguirei poi sulle strade collinari in direzione di Vernazza e Monterosso. Considererei 45-60 chilometri complessivi, in base alle deviazioni e alle soste, più che sufficienti per riempire una giornata senza trasformarla in una corsa.
La mia scelta sarebbe visitare uno o due borghi con calma e lasciare il resto al treno o a un secondo giorno. Le Cinque Terre danno il meglio quando la moto diventa il filo conduttore del viaggio, non l’obiettivo finale: curve, terrazze, mare e paesi devono restare parte della stessa esperienza.
