Sette giorni bastano per attraversare la Sardegna in moto, ma non per vedere tutto senza compromessi. Ho preparato un giro ad anello da Olbia con costa orientale, Ogliastra, sud, Sulcis, litorale occidentale e nord dell’isola, indicando chilometri, tempi di guida, soste e località dove pernottare.
Il percorso ideale alterna curve, mare e strade dell’interno
- Durata: 7 giorni con partenza e arrivo a Olbia.
- Distanza: circa 1.450-1.650 km complessivi.
- Tappe più scenografiche: SS125, Baunei, Bosa-Alghero e la costa del Sulcis.
- Ritmo consigliato: 180-260 km al giorno, con soste regolari.
- Periodo migliore: maggio, giugno, settembre e la prima metà di ottobre.
Il giro più equilibrato parte da Olbia
Per una prima esperienza sceglierei Olbia come punto di partenza e di arrivo. Il porto è pratico per chi arriva in traghetto, l’aeroporto offre alternative per il noleggio e il percorso permette di distribuire bene mare, montagne e borghi senza attraversare ogni giorno lunghe strade di trasferimento.
La rotta seguente è pensata per una moto stradale o sport-touring. I chilometri sono indicativi e cambiano in base alle deviazioni verso spiagge, belvedere e centri storici. In Sardegna considero realistico calcolare una media di 45-55 km all’ora sulle strade panoramiche, perché curve, traffico turistico e soste allungano molto i tempi.
| Giorno | Percorso principale | Km indicativi | Pernottamento |
|---|---|---|---|
| 1 | Olbia, San Teodoro, Posada, Dorgali | 170-210 km | Dorgali o Cala Gonone |
| 2 | Dorgali, Baunei, Pedra Longa, Tortolì | 150-190 km | Tortolì o Santa Maria Navarrese |
| 3 | Ogliastra interna, Ulassai, Jerzu, Tertenia | 190-230 km | Tortolì |
| 4 | Ogliastra, Muravera, Villasimius, Cagliari | 230-280 km | Cagliari |
| 5 | Cagliari, Chia, Teulada, Iglesias, Nebida | 220-270 km | Iglesias o Nebida |
| 6 | Oristano, Santu Lussurgiu, Bosa, Alghero | 180-220 km | Alghero |
| 7 | Castelsardo, Isola Rossa, Santa Teresa, Olbia | 260-310 km | Olbia o imbarco serale |
È un itinerario intenso, soprattutto il settimo giorno. Se il traghetto parte presto, dormirei a Olbia la notte precedente e accorcerei l’ultima tappa. Arrivare all’imbarco con almeno due ore di margine vale più di un’ultima deviazione panoramica.
Sette giorni tra costa e strade dell’interno
Giorno 1 da Olbia a Dorgali
Da Olbia seguirei la costa verso San Teodoro e Budoni, scegliendo le strade secondarie quando il traffico lo permette. Posada merita una sosta per il centro storico e il castello, mentre Orosei è una buona pausa prima di entrare nel paesaggio più aspro del Supramonte.
Il tratto finale verso Dorgali e Cala Gonone introduce subito il carattere vero del viaggio. La strada è più tortuosa e richiede attenzione nei punti ciechi, ma il panorama sul golfo ripaga ampiamente. Per la prima notte preferisco Dorgali se si vuole mangiare bene e ripartire presto, Cala Gonone se si cerca una serata sul mare.
Giorno 2 da Dorgali a Tortolì
Questa è una delle giornate più belle per chi ama guidare. La SS125 Orientale Sarda attraversa gole, altipiani e vallate prima di arrivare a Baunei. Non la affronterei come una prova di velocità: il fondo può cambiare, i mezzi agricoli sono frequenti e alcune curve si chiudono più di quanto sembri.
Dopo Baunei si può scendere verso Pedra Longa oppure proseguire per Santa Maria Navarrese e Arbatax. Il tramonto sulle rocce rosse di Arbatax è una sosta semplice ma molto efficace. Il pernottamento a Tortolì offre più scelta per ristoranti e rifornimenti rispetto ai centri più piccoli.
Giorno 3 tra Ogliastra e Barbagia
Dedicherei una giornata a un anello nell’interno, invece di continuare subito verso sud. Da Tortolì si può salire verso Villagrande Strisailis, Gairo e Ulassai, con una deviazione verso la zona di Jerzu. Qui la Sardegna cambia volto: meno spiagge, più roccia, boschi e paesi appoggiati sui versanti.
È una tappa adatta a chi preferisce la guida alla collezione di località balneari. Le strade sono spesso strette e poco illuminate, quindi partirei con il serbatoio pieno e terrei almeno un quarto d’ora di margine per ogni sosta fotografica. Se il gruppo è stanco, si può ridurre il giro e rientrare a Tortolì passando da Tertenia.
Giorno 4 da Tortolì a Cagliari
Si riprende la SS125 verso Muravera, uno dei tratti più piacevoli dell’intero itinerario. Da lì la strada costiera in direzione di Villasimius alterna curve, pinete e scorci sul mare. In estate il traffico vicino alle spiagge può rallentare molto la marcia, perciò partirei presto e lascerei le soste balneari a un viaggio più rilassato.
L’arrivo a Cagliari chiude una giornata abbastanza lunga. Il centro storico di Castello è ideale per una passeggiata serale, mentre chi preferisce evitare il traffico cittadino può dormire nella zona di Quartu Sant’Elena. Non aggiungerei altre deviazioni importanti: oltre i 270 km, il piacere della guida comincia a lasciare spazio alla stanchezza.
Giorno 5 da Cagliari al Sulcis
Da Cagliari punterei verso Pula, Chia e Teulada lungo la costa sud-occidentale. La strada panoramica offre un paesaggio diverso da quello dell’Ogliastra, più aperto e luminoso. Chia è una buona sosta breve, mentre Teulada funziona meglio come pausa per il carburante e il pranzo.
Proseguendo verso Sant’Antioco, Carbonia, Iglesias e Nebida si entra in una Sardegna mineraria e meno patinata. Il belvedere di Nebida, con il Pan di Zucchero sullo sfondo, è uno dei punti in cui fermerei davvero la moto. Iglesias è la base più pratica per dormire, mentre Nebida regala un’atmosfera più spettacolare ma con meno servizi.
Giorno 6 da Oristano a Alghero passando per Bosa
Se la notte precedente si dorme a Iglesias, conviene raggiungere Oristano al mattino e poi salire verso Santu Lussurgiu e il Montiferru. Il percorso attraversa boschi e altipiani, con un ritmo più raccolto rispetto alle strade costiere.
La tappa decisiva è la strada tra Bosa e Alghero, una successione di curve affacciate sul mare e scogliere molto esposte. La percorrerei senza fretta, soprattutto nelle ore pomeridiane quando la luce rende il paesaggio memorabile. Bosa è più di una sosta fotografica: il centro storico e il castello meritano almeno un’ora prima dell’ultimo tratto verso Alghero.
Leggi anche: Conero in Moto - Itinerari e Consigli per un Giro Perfetto
Giorno 7 da Alghero a Olbia
L’ultima giornata attraversa il nord dell’isola. Da Alghero si può passare per Castelsardo, poi seguire la costa verso Isola Rossa, Vignola Mare e Santa Teresa Gallura. In alternativa, chi ha un imbarco presto può tagliare verso Tempio Pausania e arrivare più rapidamente a Olbia.
La variante costiera è più scenografica ma anche più lunga. Dopo Santa Teresa, la strada verso Palau e la Costa Smeralda richiede attenzione al traffico e ai veicoli a noleggio. Io terrei gli ultimi 50 chilometri come riserva, senza inserire ulteriori spiagge o deviazioni se il traghetto è già prenotato.
Quanto costa e come organizzare le soste
Il budget dipende soprattutto dal mese e dal tipo di alloggio. Per una coppia in moto, una stima realistica per sette giorni sull’isola comprende pernottamenti, carburante, pasti e piccoli extra, escluso il traghetto.
| Voce | Stima per persona | Nota pratica |
|---|---|---|
| Pernottamenti | 280-750 euro | Dipende da bassa stagione, hotel e camere condivise |
| Carburante | 130-190 euro | Per circa 1.500-1.650 km, secondo consumi e prezzo alla pompa |
| Pasti | 210-420 euro | Con una combinazione di ristoranti, bar e pasti veloci |
| Traghetto | 80-250 euro a tratta | Valore molto variabile per moto, passeggero, cabina e stagione |
Sull’isola non ci sono autostrade a pedaggio, ma questo non significa che ogni strada sia rapida. La spesa che spesso si sottovaluta è quella degli alloggi in luglio e agosto, quando una camera prenotata tardi può costare il doppio rispetto a maggio o ottobre.
Per il carburante non aspetterei mai di scendere sotto metà serbatoio nelle zone interne. I distributori sono più frequenti lungo le arterie principali, mentre tra Ogliastra, Barbagia e Montiferru possono esserci distanze considerevoli. Prima di partire scaricherei le mappe offline e salverei almeno un distributore e un alloggio di riserva per ogni tappa.
Il ritmo giusto dipende dalla stagione e dalla moto
Per me i mesi migliori sono maggio, giugno, settembre e la prima parte di ottobre. In questo periodo le temperature permettono di guidare anche nell’interno e le località costiere sono meno congestionate. Luglio e agosto funzionano se l’obiettivo principale è il mare, ma il caldo può superare i 30 gradi e le strade vicino alle spiagge diventano molto più lente.
Una moto sport-touring è probabilmente il compromesso migliore. Le supersportive sono divertenti sulle curve, ma posizione di guida e bagagli pesano dopo cinque ore; una maxi-enduro è più comoda e gestisce meglio fondi irregolari, anche se sulle strade strette può sembrare ingombrante. Non sceglierei una gomma troppo specialistica: serve un modello equilibrato, adatto ad asfalto caldo e trasferimenti.
Partire presto è una delle decisioni che cambiano davvero il viaggio. Le prime due ore offrono meno traffico, temperature più gradevoli e maggiore concentrazione. La sera eviterei le strade interne poco illuminate, dove possono comparire animali, ciclisti o veicoli agricoli senza preavviso.
Tre varianti se il giro completo è troppo impegnativo
Non tutti vogliono cambiare hotel ogni notte. Se preferisci un viaggio più rilassato, puoi trasformare il percorso in una serie di anelli con due o tre basi fisse.
- Solo Sardegna orientale: Olbia, Dorgali, Baunei, Ogliastra e Costa Smeralda. È la scelta migliore per curve, montagne e mare, con circa 800-1.000 km.
- Costa occidentale: Alghero, Bosa, Oristano, Sulcis e Cagliari. Offre paesaggi più selvaggi, borghi e strade meno affollate, ma richiede più trasferimenti tra le basi.
- Giro panoramico senza fretta: Olbia, Cala Gonone, Tortolì, Cagliari, Alghero e Olbia. Riduce le deviazioni e lascia più tempo per spiagge e visite.
Se è la prima volta in Sardegna, sceglierei la variante orientale solo con quattro o cinque giorni disponibili e il giro completo con sette. Per un gruppo eterogeneo, invece, la soluzione con basi fisse è più intelligente: meno bagagli da sistemare e più libertà di modificare una giornata in caso di vento, caldo o stanchezza.
La Sardegna si gode meglio lasciando spazio all’imprevisto
Un buon itinerario in moto di sette giorni non dovrebbe riempire ogni minuto. Calcolerei una sosta ogni 60-90 minuti, terrei una giornata flessibile e sceglierei ogni sera se privilegiare una strada panoramica, un paese o un bagno al mare.
La regola che seguo è semplice: meglio togliere 40 chilometri che guidare nell’ultima ora senza più attenzione. La curva più bella è quella affrontata lucidamente, con il serbatoio sufficiente, la luce ancora buona e il tempo necessario per fermarsi quando il paesaggio lo merita.
