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Passo della Futa in moto tra curve, boschi e panorami

Ethan Milani • 3 novembre 2026
Un raduno di moto al Passo della Futa. Molti motociclisti e veicoli parcheggiati lungo la strada, con un ristorante sullo sfondo.

Indice

Quando una strada sa unire Firenze e Bologna tra boschi, tornanti e crinali appenninici, il viaggio diventa molto più interessante del semplice arrivo. Il Passo della Futa è uno dei grandi classici del mototurismo italiano: qui trovi coordinate, percorso consigliato, punti panoramici, soste utili e indicazioni per affrontarlo con il ritmo giusto.

Una traversata appenninica ideale per chi ama guidare senza fretta

  • Altitudine: circa 900 metri sul livello del mare.
  • Strada principale: la storica SR65, già SS65 della Futa.
  • Collegamento: Firenze e Bologna attraverso il Mugello e l’Appennino.
  • In moto: curve leggibili, boschi e numerose varianti panoramiche.
  • Periodo migliore: da aprile a ottobre, controllando sempre meteo e viabilità.

Dove si trova e perché è una strada così conosciuta

Il valico si trova nel territorio di Firenzuola, in provincia di Firenze, tra la valle del Mugello e quella del Santerno. La quota viene generalmente indicata intorno ai 903 metri, anche se alcune descrizioni riportano valori leggermente diversi in base al punto esatto considerato.

La strada storica è oggi indicata in vari tratti come SR65 della Futa in Toscana e SP65 in Emilia-Romagna. Il suo ruolo è cambiato dopo l’apertura dell’Autostrada del Sole, ma il percorso resta molto apprezzato da motociclisti, automobilisti e ciclisti perché offre un’alternativa più lenta e scenografica all’autostrada.

Quello che rende speciale questa zona non è soltanto il numero di curve. La Futa attraversa un paesaggio che cambia gradualmente, passando dalle colline toscane ai boschi più chiusi dell’Appennino. È una strada da guidare osservando il ritmo del terreno, non da trasformare in una gara.

Come affrontare il percorso in moto

Da Bologna l’itinerario classico segue la direttrice verso Pianoro, Loiano e Monghidoro, prima di entrare nel tratto appenninico più caratteristico. Da Firenze si risale invece attraverso il Mugello, con possibilità di partire da Barberino del Mugello, Scarperia o San Piero a Sieve.

Per un giro completo consiglio di prevedere una giornata intera, soprattutto se vuoi inserire soste, deviazioni e una visita culturale. Il solo attraversamento può essere molto più rapido, ma correre per arrivare al passo significa perdere proprio la parte migliore del percorso.

Il ritmo giusto tra curve e traffico

La strada alterna curve ampie, tornanti e rettilinei brevi. In diversi punti la carreggiata non è larga e puoi incontrare auto lente, camper, biciclette o mezzi agricoli. Io terrei una guida fluida, lasciando margine in ingresso curva e senza fidarmi troppo della visibilità apparente.

Nei fine settimana primaverili ed estivi il traffico motociclistico aumenta sensibilmente. La domenica mattina è spesso il momento più affollato, mentre partire presto o scegliere un giorno feriale permette di godersi meglio il paesaggio.

Che moto scegliere

Non serve una moto particolarmente potente. Una naked, una sport-tourer o una crossover di media cilindrata sono più che sufficienti, perché il percorso premia soprattutto agilità, freni in ordine e buona risposta ai bassi regimi.

Prima di partire controllerei pneumatici, pastiglie, catena e livello del carburante. I punti di rifornimento non sono distribuiti come in pianura e una deviazione verso un paese può richiedere più tempo del previsto.

Mappa di un percorso in moto che include il Passo della Futa, con tappe a Firenzuola e Cornacchiaia.

Cosa vedere vicino al valico

Il passo merita una sosta, ma non è necessario fermarsi soltanto nel punto più alto. Le aree circostanti offrono luoghi capaci di dare al giro un contenuto storico e paesaggistico più ricco.

Il cimitero militare germanico

A poca distanza si trova il Cimitero Militare Germanico della Futa, uno dei luoghi più significativi della zona. È un sito austero e silenzioso, legato alla Linea Gotica e alla storia della Seconda guerra mondiale. Non è una semplice attrazione da fotografare: richiede rispetto e qualche minuto di attenzione.

Il Mugello e i borghi toscani

Sul versante toscano puoi combinare il valico con Scarperia, San Piero a Sieve, Barberino del Mugello e Firenzuola. Scarperia è particolarmente interessante per il suo centro storico e per la tradizione legata alla lavorazione dei coltelli, mentre Firenzuola è una base pratica per una pausa tranquilla lontano dai punti più affollati.

La Via degli Dei e il Monte Gazzaro

La zona è attraversata anche da itinerari escursionistici come la Via degli Dei. Chi viaggia in moto non deve per forza affrontare il trekking, ma sapere che il passo è inserito in una rete di cammini aiuta a leggere meglio il territorio. Per una breve camminata panoramica, il Monte Gazzaro offre una deviazione interessante, da affrontare però con scarpe adatte e tempo sufficiente.

Futa e Raticosa nello stesso giro

La combinazione con il Passo della Raticosa è una delle scelte più logiche per chi arriva dall’Emilia-Romagna. I due valichi sono abbastanza vicini da poter essere inseriti nello stesso itinerario, ma hanno personalità diverse.

Valico Caratteristica principale Per chi è indicato
Futa Boschi, storia e collegamento con il Mugello Chi cerca un percorso completo tra guida e paesaggio
Raticosa Panorami più aperti e ritrovo molto frequentato Chi vuole una sosta motociclistica e viste ampie

Il mio consiglio è di non limitarsi a salire e tornare dalla stessa strada. Un anello tra Futa, Raticosa e le strade secondarie dell’Appennino bolognese rende il viaggio più vario, anche se richiede più attenzione alla navigazione e alle condizioni dell’asfalto.

Non inseguirei però tutte le deviazioni in una sola giornata. Alcune strade locali sono strette, con fondo meno regolare e copertura telefonica incostante. Meglio scegliere una variante principale e lasciare un po’ di tempo per fermarsi.

Quando partire e quali rischi considerare

Il periodo più semplice va da aprile a ottobre, ma anche in estate il clima può cambiare rapidamente. A circa 900 metri la temperatura è spesso più bassa rispetto a Firenze o Bologna, soprattutto al mattino e dopo un temporale.

In inverno possono comparire ghiaccio, neve e umidità persistente nei tratti ombreggiati. Prima della partenza controllerei sempre le comunicazioni sulla viabilità provinciale, le previsioni locali e l’eventuale presenza di lavori con senso unico alternato.

Leggi anche: Passo Branchetto in Lessinia - La guida per un giro in moto perfetto

Gli errori più comuni

  • Entrare in curva troppo veloci perché la strada sembra libera.
  • Confondere il passo con un circuito dedicato alle moto.
  • Partire con pneumatici freddi e abbigliamento insufficiente.
  • Programmare il giro senza considerare rifornimenti e pause.
  • Fermarsi in punti con scarsa visibilità o senza spazio sicuro.

La Futa è una strada aperta al traffico, non un autodromo. La sicurezza dipende soprattutto dal margine lasciato agli altri utenti, in particolare nei fine settimana quando gruppi di motociclisti possono procedere a velocità molto diverse.

Il modo migliore per vivere la Futa

Per me questo valico dà il meglio quando lo si considera come parte di un viaggio, non come una semplice raccolta di curve. Partirei presto, sceglierei una sosta nel Mugello, attraverserei il passo senza fretta e valuterei la Raticosa solo se restano energie e luce.

Porta con te una giacca impermeabile, guanti adatti alla stagione e una traccia offline del percorso. Anche un piccolo margine di tempo cambia molto l’esperienza, perché consente di fermarsi davanti a un panorama o di cambiare itinerario senza guidare sotto pressione.

In definitiva, il collegamento tra Firenze e Bologna è perfetto per chi cerca un itinerario motociclistico equilibrato, storico e panoramico. Non offre la spettacolarità alpina dei grandi passi dolomitici, ma proprio la sua accessibilità e la varietà del paesaggio lo rendono uno dei percorsi più interessanti dell’Appennino tosco-emiliano.

Questo articolo ha carattere esclusivamente informativo ed educativo. Il materiale è stato elaborato con il supporto di moderni strumenti analitici e linguistici (IA). Prima di prendere una decisione, consulta un esperto.

Domande frequenti

Da Bologna si passa generalmente per Pianoro, Loiano e Monghidoro. Da Firenze si può risalire attraverso il Mugello, partendo da Barberino del Mugello, Scarperia o San Piero a Sieve.

Per un giro completo è consigliabile prevedere una giornata intera, così da inserire soste, deviazioni e visite culturali. Il solo attraversamento è più rapido, ma riduce il tempo per godersi paesaggio e punti panoramici.

Non serve una moto molto potente: naked, sport-tourer e crossover di media cilindrata sono sufficienti. Il percorso premia soprattutto agilità, freni in ordine e una buona risposta ai bassi regimi; prima di partire conviene controllare anche pneumatici, pastiglie, catena e carburante.

Sì, i due valichi possono essere inseriti nello stesso anello. La Futa offre boschi, storia e collegamento con il Mugello, mentre la Raticosa propone panorami più aperti e un ritrovo motociclistico molto frequentato.

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Autor Ethan Milani
Ethan Milani
Mi chiamo Ethan Milani e da sei anni mi dedico con entusiasmo al turismo in moto e alla scoperta di itinerari affascinanti. La mia passione per le moto è nata da giovane, quando ho iniziato a esplorare le strade panoramiche della mia regione. Da allora, ho viaggiato in lungo e in largo, raccogliendo esperienze e suggerimenti che ora condivido con gli altri. Nel mio lavoro, mi impegno a fornire informazioni utili e aggiornate, semplificando argomenti complessi e verificando le fonti per garantire che i lettori possano fidarsi dei contenuti. Scrivo di percorsi meno conosciuti, consigli per viaggiatori e tendenze nel mondo del motociclismo, con l'obiettivo di ispirare altri a scoprire il mondo su due ruote. La mia missione è rendere il turismo in moto un'esperienza accessibile e appagante per tutti.

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